venerdì 27 novembre 2015

Alpinismo Mellico

Il possesso genera mancanza, la mancanza genera bisogno, il bisogno genera insoddisfazione, l'insoddisfazione genera agitazione, l'agitazione porta al declino.
L'accumulo de-genera. 
Il non possesso genera ogni cosa. Nel nulla regna la quiete.
L'attaccamento alla vita genera la paura di perdere la vita. Il distacco da ogni cosa porta alla quiete.
Acquisire e perdere la vita è cosa naturale. La via (vita) è un continuo e spontaneo divenire costantemente incostante.
Quando prendiamo vita siamo quieti perchè non sappiamo nulla. Siamo lattanti. Al contrario, l'atto di perdita genera in noi irrequietezza perchè sappiamo. Il possesso e l'attaccamento sono cose statiche, la via è tutt'altro. 
Il distacco dal possesso della vita genera un rapporto di quiete con la morte. Gli affetti non sono altro che riflessi dell'attaccamento alla vita.
La totale libertà è una condizione di totale distaccamento. La totale libertà è uno stato di totale quiete.
Il distacco dalla protezione genera disagio in quanto è un atto dinamico, opposto al concetto statico di possesso della vita. 
La vita eterna non esiste.
L'alternanza di vita e morte è infinita.
Sbagliamo cercando l'esistenza su di una linea retta tendente all'infinito; l'esistenza e l'infinito sono circolari.
Prima rifiutiamo l'utopia della vita eterna, prima troviamo la quiete.
Prima accettiamo la morte, prima troviamo la quiete.
Questa consapevolezza rende la vita una questione di qualità e non più di quantità. 
Se rimangono ancora esitazioni, che siano di carattere qualitativo e non quantitativo. 
Il tempo ha valore ma è la qualità con cui viene riempito che ne da il valore ultimo.
Non quanto ma come vivi.

"Avete paura di tutto come mortali, voglia di tutto come immortali."

La brevità della vita.
Seneca

Ripagato dal credo


Non quanto ma come scali! 
Giocare sui sassi, correre sulle montagne, dormire nei boschi, strisciare nelle spaccature delle pareti, mangiare il pandoro sul fil di cresta del Picco Luigi Amedeo, tuffarsi nei torrenti gelati, passare le notti nelle caverne attorno al fuoco come uomini primitivi, mangiare con le mani e comunicare a gesti e versi, denudare e scoprire se stessi con sani ed essenziali confronti, fare sacrifici ed onorare gli dei.
In Valle tutto è possibile dal momento in cui la tua testa decide di farlo.
Volere è potere.
Cullarsi tra soleggiate placche per poi lottare su ghiacciate pareti. L'importante è fare tutto in modo disinteressato e godere dell'azione in se. 
Non prendersi sul serio e ridere sempre.
Nelle difficoltà puntare sul COME non sul SE. Mantenere la positività e concentrarsi sulla riuscita. Il fallimento è un'opzione oggettiva non soggettiva. Alimentare la fiducia in se stessi credendo in se stessi.
Come consiglia anche Josechu Jimeno, allenarsi a non pensare e coltivare il vuoto mentale, quella dimensione meravigliosa dove Alice può seguire il Bianconiglio senza che nessuno si chieda niente e dove le cose avvengono e basta. 
Philippe Petit dice che la via è orizzontale, non posso dargli torto... pensando agli ultimi sogni realizzati, tutti si sono risolti con lunghi traversi totalmente orizzontali! Il traverso Hinterstoisser e il traverso degli Dei sulla Eigerwand percorsi in equilibrio sulle punte dei ramponi e poi il lungo traverso nelle ripide placche di Brutamato Ye Ye che esige una danza d'incroci su vena così bella da farmi commuovere durante la progressione...
L'unione della cordata e il rapporto che si crea durante l'avanzamento (verso cosa bene non si sa...) hanno valore inestimabile. Partire così e tornare cosà, le facce segnate e la testa devastata...
L'addentrarsi in certi mondi comporta gioco forza un distaccarsi da altri. La dinamicità è l'unica salvezza, ancorarsi ad illusorie certezze (sicurezze) ed abitudini è fallimentare. 
Più -ritorno- a correre libero, più gli schemi in cui la società cerca di ingabbiarti mi stanno stretti.
Più conosco, più detesto gli ottusi dettami. 
Più ci penso, più credo nel divieto di sosta... chi si ferma è perduto... sarà vero?
Intanto bravi tutti. 

"Io là pilotavo gli elicotteri, guidavo un carroarmato, qui non riesco neanche a trovare lavoro come parcheggiatore!"

Rambo I

"Credi che sia lo stesso se ti curi che il frumento sia travasato nei granai senza danni per frode o incuria dei trasportatori, che non si deteriori e fermenti per l'umidità, che risponda alla misura o al peso, o se intraprendi questi studi sacri e sublimi, con la prospettiva di sapere quale sia la materia di dio, quale la volontà, la condizione, la forma; quali vicende aspettino il tuo spirito; che posto ci riservi la natura una volta dismessi dal corpo; quale sia la forza che regge al centro gli elementi più pesanti dell'universo, sospende sopra i leggeri, solleva il fuoco alla periferia, fa correre alle loro orbite gli astri; e via via gli altri fenomeni pieni di meraviglie? Vuoi, lasciata la terra, volgere l'occhio dell'anima a tali cose? Ora, mentre il sangue è caldo, mentre abbiamo vigore per mete migliori si deve andare. Ti attende in questo genere di vita un gran numero di buone attività, l'amore e la pratica della virtù, il saper vivere e morire, un profondo riposo."

La brevità della vita.
Seneca













Nic già lo sa...







Aderenza è credenza




Serendeepity







Tentativo solitario su Brutamato


Niente da fare, si tornerà in banda.



















Il piacere dopo la fatica





Male la prima, buona la seconda. Non si molla un cazzo.





Sacrifici agli dei







Traverso dei sogni































Back to primitivity















Divieto di sosta



Den e il ciondolo









Brutamato Ye Ye



Traverso dei sogni



Prove di freddo 1

Prove di freddo 2




Valrossa


Devoto

Valgrande

Den alle prese con il Pelo