domenica 2 novembre 2014

A tu per tu

Era un po' di tempo che avevo voglia di girare da solo in montagna, era tanto che non ci andavo da solo. Mi scelgo una zona appartata così da non rischiare di essere importunato...
E' divertente fin da subito quando si sceglie la meta e si prepara lo zaino, tutto il dialogo è con se stessi, logistica, dubbi, pericoli, piaceri, tutto è deciso autointerrogandosi. Benzina e autostrada ugualmente sono da pagarsi in solitaria... Poi si parte con la propria idea nel sacco, una passeggiata al sole sul ghiacciaio che mi da sempre i brividi, il solo vedere una corda tra le gambe ti regala una tranquillità illusoria (?) importante.
Dormirò al bivacco della Fourche per andare a vedere una zona che mi affascina da anni, credo sia molto selvaggia! Il versante Brenva del Mont Maudit, tra le altre c'è una linea di Ghersen e Twight che mi sembra abbordabile... Per tutto il pomeriggio mi dedico alla disciplina, sciolgo neve, bevo la zuppa, osservo la parete, faccio calcoli sull'orario di partenza insomma cerco in ogni modo di partire con il piede giusto. Una volta pensato anche all'impensabile arriva il silenzio, la parte emotiva sostituisce quella pratica e tutta l'oggettività a cui mi sono adeguato a fatica diventa soggettività. Un disastro, mille dubbi, cambio idea sulle cose tre o quattro volte in un minuto. Motivazioni? Paure?
Poi arriva il buio che unito al silenzio dello star soli mi rende la vita difficile. Dormo a fatica e poco poi mi sveglio e d'un tratto sbrigo tutti i mestieri mattutini senza dubitare, ho scelto di rinunciare al primo obiettivo e il piano B prevede la cresta Kuffner che non ho mai percorso anche se la punto da parecchio.
Dunque non mi calo nel baratro della Brenva, ricordo bene la fastidiosa sensazione dopo aver sfilato la corda dalla ringhiera del bivacco con il Tito per andare al Pilier d'Angle. Entrare nei giochi, probabilmente una questione di coraggio. Io ho paura e prendo un'altra strada. Parto subito a buon ritmo, devo solo arrampicare, queste creste richiedono spesso tanti movimenti strani, sono sempre divertenti! Cerco di non rompere il ritmo, non ci sono scuse per fermarsi. E' bello arrampicare e basta!
Per due volte nella foga mi scivola un piede e una volta mi si crepa un'intera placca di ghiaccio, perdere l'attenzione potrebbe essere sconveniente. Sulle creste le cornici sono come i crepacci sui ghiacciai. Sono partito con la prima luce così da non perder tempo al buio e in un paio d'ore sono a cinquanta metri dalla cima, per venti minuti arranco fino alla coscia nella neve cartone poi mi giro sul culo e inizio la discesa, la guglia del Maudit sarà per una altra volta! Sempre sul culo scendo ad alta velocità fino al Cosmiques poi la passeggiata panoramica fino al Torino.
Durante gli ultimi passi prima di tornare al mondo civilizzato sulla terrazza della funivia stracolma di turisti, ripenso velocemente ai momenti salienti, alla stremante attesa notturna e allo sfogo arrampicatorio successivo. Inizio a pregustare la birra, ora posso berla, ora posso guidare con più calma, ora posso stare più tranquillo...
Un breve appagamento che serve solo a rincarare la dose successiva.
Non so bene cosa mi porto indietro in questo dannato sacco ma per adesso va bene così.


Chissà come la và

Storia...

Bivacco confortevole


Partiamo con la luce che è meglio...



Ho sognato mille volte su questa foto



Level up!


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